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martedì 29 agosto 2017

Libero Grassi, imprenditore coraggioso.

Libero Grassi moriva il 29 agosto 1991.
Non era un poliziotto, un magistrato o una carica dello Stato.
Libero Grassi era un imprenditore.
ilsole24ore.com
Dire di no alla mafia, nel periodo che precedeva le rumorose morti di Falcone e Borsellino, non era cosa semplice.
Opporsi al pagamento del pizzo, a Palermo, richiedeva una caratura morale che si elevava rispetto alla normalità.
Significava correre contro corrente, significava avere coraggio.


Nel suo nome si racchiudono i valori attraverso i quali dirigeva la propria azienda, ponendo gli interessi dei propri dipendenti al primo posto, ancor prima della sua vita.
La sua eleganza, la sua fermezza, la sua pacatezza mantenevano lo spettatore incollato allo schermo del televisore negli anni in cui lo stesso schermo trasmetteva crimini e sangue.


Libero Grassi credeva nel suo lavoro, credeva nelle istituzioni.
Le sue parole, oggi, hanno un peso specifico maggiore. Ma soprattutto, i suoi gesti e quella lettera pubblica indirizzata ai suoi estorsori restano ancora una luce, un nitido esempio.
Davide Grassi, durante i funerali del padre, ha alzato una mano al cielo in segno di vittoria. Una mimica completamente in antitesi con i fatti che stavano sconvolgendo la sua esistenza e quella della sua famiglia. Quel gesto simboleggiava la vittoria di una azienda che non aveva chinato il capo, che non si era allineata, esempio per un'intera nazione.

Io non sono pazzo: non mi piace pagare. È una rinunzia alla mia dignità di imprenditore.
Libero Grassi, imprenditore coraggioso.

mercoledì 19 luglio 2017

Parlate della mafia - Paolo Borsellino

Domenica 19 luglio 1992.
Giorno di pace e di tranquillità in tutta Italia, ma non a Palermo.


Alle 16:58 una Fiat 126 contenente 90 chilogrammi di esplosivo viene fatta "brillare" in via D'Amelio numero 21.
Non è un numero civico qualsiasi.
Un rumore assordante squarcia il silenzio, macchine distrutte e brandelli di carne umana sparsi dappertutto.
Muoiono 5 persone della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Muore Paolo Borsellino.

È bello morire per ciò in cui si crede;
chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola.

Come suo "fratello" Giovanni Falcone, era stato lasciato solo a lottare contro un mostro silenzioso che si muove nell'ombra dell'omertà e poi riaffiora con suoni che profumano di tritolo.

Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia.
Ci sono entrato per caso.
E poi ci sono rimasto per un problema morale.
La gente mi moriva attorno.

Stato e mafia, chiaro e scuro, anzi no. Colori che si mescolano con tonalità che non hanno confini definiti.
Ricordiamo i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte e le loro famiglie.
Ricordiamoli ogni singolo giorno perchè hanno sacrificato parte della loro vita per la nostra libertà.

Parlate della mafia.
Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.
Però parlatene.



lunedì 10 luglio 2017

Hanno ucciso Giovanni Falcone

Capaci, 23 maggio 1992.
Palermo, 10 luglio 2017.
Distrutta la statua di Giovanni Falcone, a Palermo, davanti ad un Istituto Scolastico nel quartiere Zen.

dueminutidiarte.files.wordpress.com
Hanno ucciso Giovanni Falcone? Ma sei sicuro?

Parole e gesti segnano solchi indelebili nella storia di una nazione.
Falcone e Borsellino, le loro vite, le loro scorte, le loro famiglie hanno sacrificato parte della loro libertà e ampie porzioni della loro esistenza per combattere un avversario furbo, veloce, che non si arrende al primo "gancio" che riceve.
Un avversario resiliente, silenzioso, che una volta al tappeto trova sempre la forza di rialzarsi.
Paolo e Giovanni hanno lottato contro tutto e contro tutti, lasciando una memoria storica che deve essere difesa e raccontata. Non per diletto, non per cultura personale ma perché il loro sacrificio non sia stato vano.
Le nuove generazioni hanno la fortuna di poter leggere, condividere ed imparare.
Quella statua scaraventata a terra rappresenta una sconfitta per lo Stato, per la Scuola, per le Istituzioni e per tutte le famiglie italiane.

KO tecnico, tin tin tin.

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