Libero Grassi moriva il 29 agosto 1991.
Non era un poliziotto, un magistrato o una carica dello Stato.
Libero Grassi era un imprenditore.
![]() |
| ilsole24ore.com |
Dire di no alla mafia, nel periodo che precedeva le rumorose morti di Falcone e Borsellino, non era cosa semplice.
Opporsi al pagamento del pizzo, a Palermo, richiedeva una caratura morale che si elevava rispetto alla normalità.
Significava correre contro corrente, significava avere coraggio.
Nel suo nome si racchiudono i valori attraverso i quali dirigeva la propria azienda, ponendo gli interessi dei propri dipendenti al primo posto, ancor prima della sua vita.
La sua eleganza, la sua fermezza, la sua pacatezza mantenevano lo spettatore incollato allo schermo del televisore negli anni in cui lo stesso schermo trasmetteva crimini e sangue.
Libero Grassi credeva nel suo lavoro, credeva nelle istituzioni.
Le sue parole, oggi, hanno un peso specifico maggiore. Ma soprattutto, i suoi gesti e quella lettera pubblica indirizzata ai suoi estorsori restano ancora una luce, un nitido esempio.
Davide Grassi, durante i funerali del padre, ha alzato una mano al cielo in segno di vittoria. Una mimica completamente in antitesi con i fatti che stavano sconvolgendo la sua esistenza e quella della sua famiglia. Quel gesto simboleggiava la vittoria di una azienda che non aveva chinato il capo, che non si era allineata, esempio per un'intera nazione.
Davide Grassi, durante i funerali del padre, ha alzato una mano al cielo in segno di vittoria. Una mimica completamente in antitesi con i fatti che stavano sconvolgendo la sua esistenza e quella della sua famiglia. Quel gesto simboleggiava la vittoria di una azienda che non aveva chinato il capo, che non si era allineata, esempio per un'intera nazione.
Io non sono pazzo: non mi piace pagare. È una rinunzia alla mia dignità di imprenditore.
Libero Grassi, imprenditore coraggioso.


Nessun commento:
Posta un commento