mercoledì 30 agosto 2017

Le migliori frasi tratte dai film

La ricerca della felicità (Muccino)
Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.
Se hai un sogno tu lo devi proteggere.
Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare.
(La ricerca della felicità)

Gli occhi, caro mio, non mentono mai.
(Scarface)

Da un grande potere derivano grandi responsabilità.
(Spider-Man)

Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia.
Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è saggio.
Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro.
E invece sta un passo avanti.
(Perfetti sconosciuti)


La paura è una compagnia costante, ma accettarla ti renderà più forte.
(300)

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.
E il mondo appare diverso da quassù.
(L'attimo fuggente)

La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.
(Forrest Gump)

Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile.
(A beautiful mind)

L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa ma quello che provi mentre stai correndo.
(Notte prima degli esami)


martedì 29 agosto 2017

Citazioni sulla povertà

Solo i poveri conoscono il significato della vita;
chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.
(Charles Bukowski)

C’è una sola classe della umanità che tiene al denaro molto più dei ricchi: i poveri.
Il povero non può tenere ad altro.
Questa è la miseria di essere povero.
(Oscar Wilde)
vita.it
La povertà è la peggiore forma di violenza.
(Gandhi)

Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri,
non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi.
(John Fitzgerald Kennedy)

C’è più miseria tra le classi inferiori di quanta umanità vi sia in quelle superiori.
(Victor Hugo)

La povertà è una condizione la cui virtù è la generosità.
(Albert Camus)

Nessuno è mai diventato povero donando.
(Anne Frank)

Quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri che muoiono.
(Jean Paul Sartre)

simplymrt.com
Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia.
(Nelson Mandela)

Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri.
(Madre Teresa di Calcutta)

Libero Grassi, imprenditore coraggioso.

Libero Grassi moriva il 29 agosto 1991.
Non era un poliziotto, un magistrato o una carica dello Stato.
Libero Grassi era un imprenditore.
ilsole24ore.com
Dire di no alla mafia, nel periodo che precedeva le rumorose morti di Falcone e Borsellino, non era cosa semplice.
Opporsi al pagamento del pizzo, a Palermo, richiedeva una caratura morale che si elevava rispetto alla normalità.
Significava correre contro corrente, significava avere coraggio.


Nel suo nome si racchiudono i valori attraverso i quali dirigeva la propria azienda, ponendo gli interessi dei propri dipendenti al primo posto, ancor prima della sua vita.
La sua eleganza, la sua fermezza, la sua pacatezza mantenevano lo spettatore incollato allo schermo del televisore negli anni in cui lo stesso schermo trasmetteva crimini e sangue.


Libero Grassi credeva nel suo lavoro, credeva nelle istituzioni.
Le sue parole, oggi, hanno un peso specifico maggiore. Ma soprattutto, i suoi gesti e quella lettera pubblica indirizzata ai suoi estorsori restano ancora una luce, un nitido esempio.
Davide Grassi, durante i funerali del padre, ha alzato una mano al cielo in segno di vittoria. Una mimica completamente in antitesi con i fatti che stavano sconvolgendo la sua esistenza e quella della sua famiglia. Quel gesto simboleggiava la vittoria di una azienda che non aveva chinato il capo, che non si era allineata, esempio per un'intera nazione.

Io non sono pazzo: non mi piace pagare. È una rinunzia alla mia dignità di imprenditore.
Libero Grassi, imprenditore coraggioso.

lunedì 14 agosto 2017

Leoni da tastiera

Chi è stato almeno una volta nella gioiosa Lloret de Mar conosce i lati positivi e negativi di una località che talvolta assume le sembianze di un luogo dove tutto è possibile.
Alcol, belle ragazze, musica e droga.
Le provocazioni fra gruppi di vacanzieri non sono sicuramente rare.
Si litiga per una spinta, per uno sguardo alla ragazza sbagliata, perchè si è bevuto un drink di troppo.
Lloret de Mar è tanto divertente, quanto pericolosa.

Ho visto il video di Niccolò, più volte.

Mi è capitato di difendere amici e di essere difeso.
Mi è capitato di vedere risse e chiamare la sicurezza.
Mi è capitato di vedere risse e non intervenire.

Intervenire in una rissa significa uscire dalla propria "zona di comfort" ed esporsi ad un pericolo.
Non tutti hanno il coraggio di farlo, non tutti hanno tempestività e freddezza.
Ci vogliono "le palle". Ed è vero, bisogna dirlo con sincerità.
Essere leoni da tastiera è facile, convincere il proprio cervello a muovere un solo passo verso una situazione di rischio non è la medesima cosa.
Ci sono figure professionali che nelle discoteche hanno l'obbligo di controllare ed intervenire, soprattutto in determinate situazioni.
Tutto questo non è successo.
Purtroppo.


Condoglianze alla famiglia di Niccolò.

mercoledì 19 luglio 2017

Parlate della mafia - Paolo Borsellino

Domenica 19 luglio 1992.
Giorno di pace e di tranquillità in tutta Italia, ma non a Palermo.


Alle 16:58 una Fiat 126 contenente 90 chilogrammi di esplosivo viene fatta "brillare" in via D'Amelio numero 21.
Non è un numero civico qualsiasi.
Un rumore assordante squarcia il silenzio, macchine distrutte e brandelli di carne umana sparsi dappertutto.
Muoiono 5 persone della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Muore Paolo Borsellino.

È bello morire per ciò in cui si crede;
chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola.

Come suo "fratello" Giovanni Falcone, era stato lasciato solo a lottare contro un mostro silenzioso che si muove nell'ombra dell'omertà e poi riaffiora con suoni che profumano di tritolo.

Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia.
Ci sono entrato per caso.
E poi ci sono rimasto per un problema morale.
La gente mi moriva attorno.

Stato e mafia, chiaro e scuro, anzi no. Colori che si mescolano con tonalità che non hanno confini definiti.
Ricordiamo i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte e le loro famiglie.
Ricordiamoli ogni singolo giorno perchè hanno sacrificato parte della loro vita per la nostra libertà.

Parlate della mafia.
Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.
Però parlatene.



Undicesimo nipote per Silvio Berlusconi

Barbara Berlusconi (33 anni) ha dato alla luce il suo quarto figlio. Ha partorito ieri sera in una clinica svizzera l'undicesimo nipote...