mercoledì 19 luglio 2017

Parlate della mafia - Paolo Borsellino

Domenica 19 luglio 1992.
Giorno di pace e di tranquillità in tutta Italia, ma non a Palermo.


Alle 16:58 una Fiat 126 contenente 90 chilogrammi di esplosivo viene fatta "brillare" in via D'Amelio numero 21.
Non è un numero civico qualsiasi.
Un rumore assordante squarcia il silenzio, macchine distrutte e brandelli di carne umana sparsi dappertutto.
Muoiono 5 persone della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Muore Paolo Borsellino.

È bello morire per ciò in cui si crede;
chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola.

Come suo "fratello" Giovanni Falcone, era stato lasciato solo a lottare contro un mostro silenzioso che si muove nell'ombra dell'omertà e poi riaffiora con suoni che profumano di tritolo.

Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia.
Ci sono entrato per caso.
E poi ci sono rimasto per un problema morale.
La gente mi moriva attorno.

Stato e mafia, chiaro e scuro, anzi no. Colori che si mescolano con tonalità che non hanno confini definiti.
Ricordiamo i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte e le loro famiglie.
Ricordiamoli ogni singolo giorno perchè hanno sacrificato parte della loro vita per la nostra libertà.

Parlate della mafia.
Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.
Però parlatene.



giovedì 13 luglio 2017

Donnarumma rinnova, 16.000 euro al giorno

Gigio Donnarumma rinnova con il Milan fino al 2021.
Cosa avreste provato a guadagnare 16.000 euro al giorno, sedicimila euro al giorno, alla tenera età di 18 anni?
eurosport.com

Personalmente nell'anno della maturità, dell'acne che tentava di invadermi il viso e dei primi amori importanti, riuscivo serenamente con 700 euro al mese (guadagnati come cameriere in una pizzeria dalle 18 alle 2 di notte) a soddisfare tutte le mie esigenze, anche perché ero comodamente ospite dei miei genitori, vitto e alloggio.
700 euro al mese contro 16.000 euro al giorno.
Non critico il n°1 del Milan, il suo procuratore o il mondo del calcio.
Mi permetto solo di dire che determinate cifre sono destabilizzanti, cambiano i punti di fuoco della vita, come quando al cinema indossi gli occhiali 3D ma le luci sono ancora accese.
Ho visto l'intervista di Gigio, camicia bianca e sguardo sicuro.
Costretto a crescere in fretta perché nella jungla della Serie A non sono concessi errori.
Ha chiesto scusa ai tifosi, ha difeso il fratello.
Molti lo criticano, alcuni lo difendono.
Molti genitori spingono (o forse costringono) i propri figli alla scuola calcio non per coltivare la loro passione ma perché sperano che un giorno "saranno famosi", per la gloria e per lo stipendio.
Il diploma da ragioniere è stato messo in stand by.
Con sei milioni all'anno i conti quadreranno sicuramente.

Il denaro può comprare la buccia di molte cose,
ma non il seme; può darvi il cibo, ma non l’appetito,
la medicina ma non la salute,
i conoscenti ma non gli amici,
i servitori ma non la fedeltà,
giorni di gioia ma non la pace o la felicità.
(Henrik Ibsen)

mercoledì 12 luglio 2017

Piatti sporchi

"Non aveva lavato i piatti, meritava di morire"
Non abbiamo acceso la macchina del tempo regredendo almeno di un secolo, tranquilli.
Siamo ancora nel 2017, siamo a Bari.

Pensavo che le manifestazioni contro il femminicidio, le parole della Ministra di turno, le vaccinazioni di fiducia fossero veicolo sicuro per eliminare determinate barbarie.
E invece no.
Con brutalità, qualche essere "umano" dotato di pene (ma non di cervello) continua la propria personale battaglia contro le donne.
Il sesso forte che cerca di prevalere utilizzando violenza.
Sono un uomo e quando ascolto determinate notizie in presenza di donne, abbasso la testa.
Provo vergogna per la "categoria".

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai 
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai

Ermal Meta, cantante che ha partecipato all'ultimo Festival di Sanremo, racchiude in due righe una profonda verità.
L'amore ed i sentimenti mimetizzano comportamenti ignobili.
La maggior parte delle volte tutto si consuma all'interno delle mura domestiche, dietro sterili porte chiuse.
Le voci sono soffocate, molte donne preferiscono evitare che nulla trapeli verso l'esterno.
Per salvare la faccia, la famiglia, per amore.

Fuggite da tutto ciò che lede la vostra dignità.
Non abbiate paura di lottare.

Vi lascio un contatto, condividetelo.
www.telefonorosa.it
Tel. 0637518282
telefonorosa@alice.it

martedì 11 luglio 2017

Fragili amicizie

Osservo curioso la premura con cui
giudichi la mia vita.
Volgo lo sguardo verso la tua e trovo passi senza orme.

Fragili amicizie.



"Non ci prendono più" - Sandro Pertini ed i Campioni del Mondo 1982

Le immagini di Tardelli, che corre verso la panchina, hanno fatto il giro del Mondo.
Incredulo e felice, con una nazione intera pronta ad esultare insieme agli undici in maglia azzurra.

"Tardelli, uno splendido gol di Tardelli" esulta Martellini.

Le telecamere si spostano sulla tribuna d'onore dello stadio di Madrid, un tifoso speciale osserva gli azzurri. Il Presidente Pertini era volato in Spagna per sostenere e supportare la compagine italiana.
Apoteosi calcistica il gol che ci regala il due a zero.
Il Presidente non trattiene la gioia e si alza in piedi, distruggendo ogni etichetta.
Esulta Pertini, mani al cielo come migliaia di tifosi nello stivale.
Poi, con eleganza, si allaccia la giacca.
Pablito Rossi ci aveva regalato il vantaggio, Altobelli firmerà il tre a zero.

"Non ci prendono più, ormai non ci prendono più", il Presidente tifoso viene paparazzato nuovamente dalle telecamere.
E non ci hanno preso più, caro Presidente, l'arbitro afferra il pallone e lo alza al cielo.

corriere.it
"E' finita, Campioni del Mondo", lo ripete 3 volte il telecronista.

Pertini e Bearzot, compagni di pipa. Rivedendo le immagini sembrano trascorsi anni luce, 35 per la precisione. L'amore e la stima che gli italiani hanno avuto nei confronti del settimo Presidente della Repubblica è anche frutto di questa partita.
Grazie Italia, grazie Pertini.
Caro Presidente, nel 2006 un giovane calciatore ripeterà quella folle corsa alla Tardelli.
Nel 2006, abbiamo nuovamente battuto la Germania e anche la Francia.
Avrà esultato da lassù, sicuramente.

Non ci prendono più.

Undicesimo nipote per Silvio Berlusconi

Barbara Berlusconi (33 anni) ha dato alla luce il suo quarto figlio. Ha partorito ieri sera in una clinica svizzera l'undicesimo nipote...